Arabia Saudita, Mar Rosso: destinazione emergente con reef incontaminati
Torna al Blog
Viajes

Arabia Saudita, Mar Rosso: destinazione emergente con reef incontaminati

C
CDB
5 luglio 2026 3 min di lettura

L'Arabia Saudita ha aperto il turismo nel 2019 e sta sviluppando 1.800 km di costa nel Mar Rosso centrale, praticamente vergine per le immersioni ricreative. La zona NEOM (Tabuk) e l'arcipelago di Farasan hanno reef in stato pristino, senza la pressione turistica dell'Egitto. È la destinazione del Mar Rosso del futuro: cara oggi, unica per biodiversità e a zero affollamento.

L'Arabia Saudita ha 1.800 km di costa nel Mar Rosso, dalla frontiera con la Giordania a nord fino allo Yemen a sud. Fino al 2019 il paese era praticamente chiuso al turismo. L'apertura dei visti turistici elettronici (e-visa, 80 € online) e i megaprogetti NEOM, Red Sea Project e AMAALA hanno iniziato a sviluppare infrastrutture turistiche. I reef sono in stato pristino, senza la pesca intensiva né il turismo sfrenato dell'Egitto a nord.

Geografia subacquea: il Mar Rosso centrale saudita ha coralli in condizioni migliori rispetto all'Egitto per la minore pressione umana accumulata. La temperatura è elevata (24–32 °C) per la minore profondità del bacino e la maggiore incidenza solare. La visibilità è eccellente (30–50 m) grazie all'inquinamento ridotto. Specie di rilievo: squali grigi di barriera, squali volpe, mante oceaniche, mante di barriera, dugonghi, globicefali in migrazione, cernie napoleone giganti — più grandi che in Egitto per la minore pressione della pesca.

Zone operative per le immersioni: 1) NEOM (nord, frontiera con la Giordania) — futuro megaprogetto turistico, raggiungibile via Tabuk, ancora con poca infrastruttura. 2) Yanbu (centro-nord) — porto industriale con reef vicini accessibili. 3) Gedda e Al-Lith (centro) — base attuale delle immersioni ricreative, diversi centri operativi. 4) Arcipelago Farasan (sud, frontiera con lo Yemen) — oltre 100 isole con reef vergini, parco nazionale dal 1996, biodiversità eccezionale. 5) AMAALA (futuro) — sviluppo di lusso in costruzione.

Siti di punta accessibili: 1) Abu Galawa (Al-Lith, pareti coralline, 18–30 m). 2) Seven Sisters (sud di Gedda, pinnacoli corallini). 3) Marsa Sharm (sud di Al-Lith, stazione di pulizia delle mante). 4) Farasan Bank (mante oceaniche e squali, richiede liveaboard). 5) Dolphin Reef Yanbu (delfini tursiopi residenti). Il liveaboard è l'opzione ottimale per raggiungere i siti remoti: barche saudite ed egiziane da Hurghada operano rotte saudite con permessi speciali.

Logistica e costi: voli diretti per Gedda (JED) da Madrid, Francoforte, Parigi, Londra, Roma. E-visa online 80 € (90 giorni, ingressi multipli). L'alcol è vietato in tutto il paese, hotel compresi. Abbigliamento sobrio per le donne nelle aree pubbliche. Centri subacquei affermati: Desert Sea Divers (Gedda), Dream Divers (Al-Lith), Liveaboard Sundowner (Gedda). Costo per immersione: 50–80 €. Liveaboard 7 notti: 1.800–2.500 € (più caro dell'Egitto).

Confronto con l'Egitto: vantaggi sauditi — coralli più sani, fauna più abbondante, siti senza affollamento, possibilità di esplorazione primigenia. Svantaggi — tutto costa fino al 50% in più rispetto all'Egitto, infrastrutture limitate, restrizioni culturali (alcol, abbigliamento), meno centri e guide, ancora pochi liveaboard. Per i subacquei che già conoscono l'Egitto e cercano la prossima frontiera, l'Arabia Saudita è la scelta naturale: lo stesso Mar Rosso di trent'anni fa.

Cosa delude: l'operatività presenta ancora attriti. I permessi per alcune zone richiedono una coordinazione preventiva di due-quattro settimane. Le distanze tra i siti sono notevoli — Al-Lith dista quattro ore di auto da Gedda. L'offerta alberghiera fuori da Gedda è scarsa. Le lingue operative sono l'arabo e un inglese basilare; non ci sono guide che parlino italiano, spagnolo o francese. Per i subacquei che valorizzano il comfort, l'Egitto è più semplice. Per chi cerca l'esplorazione, l'Arabia è la destinazione.

Conclusione: il Mar Rosso dell'Arabia Saudita è la nuova frontiera del diving nel Mar Rosso, accessibile dal 2019 con visto elettronico. Reef incontaminati e fauna abbondante a prezzo premium, con un'offerta ancora limitata. Come destinazione esclusiva e esplorativa è ideale. Per una meta familiare di massa, meglio l'Egitto o la Giordania. La finestra d'oro è adesso — dal 2026 al 2030 — prima che lo sviluppo turistico pianificato (NEOM, AMAALA) trasformi il paesaggio costiero. Consigliato per subacquei con 50+ immersioni che cercano qualcosa oltre il Mar Rosso conosciuto.