Industria del diving: 20.000 milioni $/anno. PADI citizen science. Accordo 30x30 COP15: proteggere il 30% degli oceani. Pulizie dei fondali e inventari dei rifiuti sottomarini. I subacquei sono testimoni diretti del degrado.
I subacquei sono osservatori privilegiati del degrado oceanico e, sempre più, protagonisti attivi della sua difesa. Vengono condivise iniziative come giornate di pulizia di fiumi e coste, campagne contro la pratica delle pinne di squalo (Stop Finning) e proposte di riserve ittiche. Si dibatte su come organizzare l'attivismo all'interno delle comunità di subacquei e il ruolo di organizzazioni come Sea Shepherd.
L'industria globale del subacqueo genera circa 20 miliardi di dollari annui, e una parte crescente viene destinata alla conservazione. PADI ha promosso programmi di citizen science in cui milioni di subacquei agiscono come monitor ambientali, raccogliendo dati sulla biodiversità e sullo stato dei coralli. Si stima che estendere le aree marine protette fino a coprire il 30% degli oceani — obiettivo dell'accordo "30x30" della COP15 — contribuirebbe a recuperare le popolazioni sovrasfruttate e a migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici. Le pulizie dei fondali e gli inventari dei rifiuti sottomarini fanno ormai parte della routine abituale di molti centri.

