Biologia marina e conservazione: il ruolo attivo del subacqueo in Spagna
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Biologia marina e conservazione: il ruolo attivo del subacqueo in Spagna

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24 aprile 2026 3 min di lettura

Il subacqueo può essere un agente chiave nella conservazione marina. Scopri la minaccia dell'alga invasiva Rugulopteryx okamurae e la scienza cittadina con iNaturalist.

Il subacqueo che scende in mare non è un semplice spettatore. Ogni immersione è un'opportunità di osservare, registrare e agire a favore degli ecosistemi che visita. Negli ultimi decenni, la comunità dei subacquei in Spagna ha preso consapevolezza del proprio ruolo come agenti di conservazione, integrando il lavoro dei biologi marini e delle amministrazioni pubbliche con una presenza in acqua che nessun laboratorio può replicare.

Una delle maggiori minacce che la costa mediterranea spagnola affronta in questo momento è l'espansione dell'alga invasiva Rugulopteryx okamurae. Originaria del Pacifico nord-occidentale, questa macroalga bruna è stata rilevata per la prima volta nello Stretto di Gibilterra nel 2015 e da allora ha colonizzato i fondali rocciosi lungo le coste di Málaga, Granada, Almería e Cádiz con una velocità preoccupante. Spodesta le alghe autoctone e la posidonia oceanica, riducendo la biodiversità e alterando la struttura dell'ecosistema bentonico.

La posidonia oceanica è la specie più emblematica del Mediterraneo e anche quella che necessita di una protezione legale più efficace. Il Real Decreto 191/2026 ha rafforzato il quadro normativo esistente, stabilendo obblighi più severi sull'ancoraggio delle imbarcazioni nelle praterie di posidonia, ampliando le zone di esclusione ed esigendo l'installazione di campi di boe ecologiche nelle aree di maggiore pressione turistica.

Gli squali nelle acque spagnole generano un misto di fascino e ignoranza. Nel Mediterraneo è possibile incontrare lo squalo blu, il mako, la gattuccio o il palombo, sebbene i grandi pelagici siano sempre più rari. Nell'Atlantico e alle Canarie, gli avvistamenti di squalo angelo — specie in pericolo critico — sono un po' più frequenti.

La cernia è forse l'esempio più visibile del recupero di una specie grazie alla protezione marina. Nel Parco Naturale di Cabo de Gata-Níjar, esemplari di oltre venti chili si avvicinano con curiosità ai subacquei, il che rende Cabo de Gata una delle destinazioni subacquee più impressionanti del Mediterraneo spagnolo.

La Spagna ha compiuto un passo significativo con la dichiarazione di sette nuove aree marine protette, che coprono habitat profondi come canyon sottomarini, monti oceanici e fondali di maërl. Per i subacquei, queste dichiarazioni hanno un impatto diretto: alcune zone acquisiscono regolamentazioni specifiche, ma in cambio si garantisce che la vita marina si mantenga per le generazioni future.

La piattaforma iNaturalist è diventata uno strumento essenziale per la scienza civica marina in Spagna. Qualsiasi subacqueo con una fotocamera subacquea può caricare le proprie fotografie, identificare le specie osservate e contribuire a banche dati globali che gli scienziati utilizzano per studiare distribuzioni e tendenze delle popolazioni.

L'organizzazione Oceánidas, con oltre duemilacinquecento volontari attivi in Spagna, è l'esempio più consolidato di come il subacqueo ricreativo possa trasformarsi in attivismo ambientale organizzato. Le sue campagne di pulizia dei fondali marini e i suoi transetti di monitoraggio delle specie indicatrici hanno dimostrato che la scala civica può generare dati e cambiamenti che nessuna amministrazione potrebbe ottenere da sola.

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