La narcosi da azoto può manifestarsi a partire dai 30 metri. Scopri la teoria Meyer-Overton, perché l'elio non provoca narcosi e come comportarti.
Jacques Cousteau la chiamò l'estasi delle profondità, e la descrizione non è esagerata. La narcosi da azoto è uno stato alterato di coscienza prodotto dall'effetto dell'azoto ad alta pressione sul sistema nervoso centrale. Capire cos'è, perché si verifica e come gestirla è parte essenziale della formazione di qualsiasi subacqueo.
I primi sintomi possono comparire dai 30 metri, sebbene la profondità vari considerevolmente tra gli individui. Questa variabilità individuale è precisamente uno dei fattori che rendono pericolosa la narcosi: non esiste una profondità di sicurezza universale.
La spiegazione scientifica più accettata è la teoria di Meyer-Overton: esiste una correlazione diretta tra la solubilità di un gas nei lipidi e la sua potenza narcotica. L'azoto ha una solubilità lipidica sufficiente per alterare il funzionamento neuronale alle pressioni raggiunte in immersioni ricreative profonde.
L'elio, utilizzato nel trimix o nell'heliox, ha una solubilità lipidica molto inferiore e praticamente non produce narcosi. Per questo i subacquei tecnici che scendono a 60 o più metri utilizzano miscele con elio.
Fattori che potenziano la narcosi: freddo, stanchezza fisica e mentale, alcool nelle ore precedenti, ansia e stress. Un subacqueo riposato, ben idratato e senza alcool avrà consistentemente meno problemi.
I sintomi includono euforia ingannevole, disorientamento, difficoltà nella lettura degli strumenti, confusione sulla direzione della risalita e deterioramento cognitivo. Nei casi gravi possono verificarsi allucinazioni o decisioni completamente irrazionali.
La narcosi è completamente reversibile: risalire di qualche metro fa scomparire i sintomi in secondi o minuti. Non esiste antidoto né trattamento speciale necessario. Ma gli errori commessi durante la narcosi possono avere conseguenze permanenti.
La migliore strategia è prevenzione e comunicazione: concordare segnali di controllo reciproco con il compagno prima di immersioni profonde. Se si rilevano sintomi, segnalarlo e risalire insieme. Non ignorare mai i sintomi né cercare di resistere.

