La Papua Nuova Guinea è una delle destinazioni subacquee meno esplorate del Pacifico, e Kimbe Bay sull'isola di New Britain ne è il gioiello più discreto. Riserve marine con una biodiversità paragonabile a Raja Ampat, quasi nessun sub, e la rara sensazione di immergersi in reef che il turismo di massa non ha ancora toccato. Per chi ha già visitato le destinazioni famose, la PNG è la prossima frontiera.
La Papua Nuova Guinea (PNG) occupa la metà orientale dell'isola di Nuova Guinea più circa 600 isole minori nel Pacifico sud-occidentale. Riceve meno di 200.000 turisti l'anno — una frazione degli oltre 30 milioni della Thailandia — e figura tra i paesi meno visitati al mondo. Le immersioni si concentrano in quattro zone: Kimbe Bay (New Britain), Madang (costa nord), Tufi (costa est) e l'area di Milne Bay a sud-est.
Kimbe Bay è probabilmente la zona più consigliata per la combinazione di qualità e accessibilità relativa. La baia si apre sulla costa nord di New Britain e raggruppa oltre 50 siti di immersione registrati in un raggio di 30 km. La fauna marina raccoglie il meglio del Triangolo di Corallo: oltre 860 specie di pesci documentate, il 60 % dei generi di corallo mondiali e popolazioni sane di squali, mante, cetacei e dugonghi. Walindi Plantation Resort è l'operatore di riferimento nella baia da più di 35 anni.
I siti principali: Vanessa's Reef, un giardino corallino ricco di anemoni e pesci pagliaccio; Inglis Shoal, drift lungo squali di barriera e mante; South Emma, stazione di pulizia delle mante molto affidabile; Bradford Shoals, un seamount che attira carangidi e tonni; Krakafat, un pinnacle pelagico che vale due immersioni. Profondità da 12 a 30 m, temperatura dell'acqua 27–30 °C tutto l'anno, visibilità costantemente eccellente tra 25 e 40 m. Correnti da lievi a moderate, niente di paragonabile a Komodo.
La vera sorpresa è lo stato di conservazione dei reef. La PNG subisce poca pressione turistica perché è difficile da raggiungere e i servizi sono limitati. Il risultato sono coralli in condizioni pressoché vergini: nessun segnale visibile di sbiancamento, pesci che non fuggono alla vista dei sub, e un silenzio sott'acqua che chi viene dall'Egitto o dalle Maldive ormai conosce poco. Il Pacifico di prima del turismo di massa esiste ancora qui.
Logistica: volo per Port Moresby — capitale della PNG — via Singapore, Brisbane o Cairns, poi volo interno a Hoskins (New Britain) e 45 minuti di barca fino a Walindi. Il viaggio porta a porta dall'Europa supera le 30 ore con più scali. Il visto all'arrivo costa 50 USD. Un soggiorno di 5–6 notti a Walindi con 8–10 immersioni in pensione completa costa circa 1.800–2.800 €; i voli dall'Europa aggiungono altri 1.500–2.000 €.
Madang sulla costa nord della PNG offre un profilo diverso: una piccola città con diversi centri sub, alloggi variati ed eccellente muck diving e macro. Tufi sulla costa est è territorio di fiordi con pareti verticali che precipitano nell'abisso. Milne Bay ospita il miglior muck diving della PNG e si esplora di solito in liveaboard. Ogni zona ha il proprio carattere; Kimbe è il punto d'ingresso più accessibile per chi arriva in PNG per la prima volta.
I punti deboli sono la logistica e il costo. La PNG non è una destinazione per viaggi economici. I voli sono cari, i collegamenti interni possono subire ritardi e l'offerta di alloggi è limitata. La stagione operativa è tutto l'anno, ma da giugno a ottobre le condizioni sono le migliori — stagione secca, visibilità stabile. Da gennaio a marzo arrivano le piogge monsoniche e alcuni siti chiudono. Chi non parla inglese troverà buona assistenza nei centri sub, ma i servizi fuori dal resort sono scarsi.
Kimbe Bay offre immersioni su barriera paragonabili a Raja Ampat con circa il 30 % di sub in meno in acqua. Le attrezzature del Walindi Plantation Resort sono solide, le guide conoscono i siti a menadito e la vita marina non delude. Una settimana qui ricalibra le aspettative. Chi torna poi nelle destinazioni mainstream si accorge, per la prima volta, di quanta gente ci sia davvero in quei posti.

